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Alessandro Santagada aveva 29 anni quando rimase ucciso in un incidente stradale a Orbassano. Quel giorno del 2002 tornava a casa con la sua auto, aveva cominciato a lavorare alle 4.45 ed era fermo alla rotonda, in procinto di svoltare.
Questione di un secondo, forse meno. Una betoniera guidata da un giovane di 20 anni, con la patente da tre mesi, lo travolse, uccidendolo.
Giuseppe Santagada aveva un solo figlio e per lui perdere Alessandro significò morire lentamente, un po' alla volta. Anzi, non nega di avere pensato di togliersi la vita.
Fu sua moglie, ma soprattutto la spirito di Alessandro che vive in lui, a dargli la forza di andare avanti.
Da allora suo papà Giuseppe, che oggi ha 83 anni, va nelle scuole a raccontare la storia del figlio e del perché bisogna rispettare il codice della strada.
Con l'Associazione italiana familiari e vittime della strada, di cui è referente per Torino, parla con i ragazzi. Non sono lezioni quelle che tiene Giuseppe ma lunghi monologhi che incantano i giovani e parlano dritto ai loro cuori.
Pochi giorni dopo la morte del figlio, Giuseppe scrisse una lettera, Mi hanno tolto la voce, in cui a “parlare” è Alessandro.
Ecco alcuni passaggi - https://www.vittimestrada.org/articles.php?lng=it&pg=1653 -


